- gli operai avevano ottenuto il diritto alla settimana corta e dunque avevano più tempo da dedicare al cinema così come ad altri hobbyI film erano spesso importati dall'estero, e ciò permise all'Inghilterra di mantenere la propria stabilità e all'Italia ed alla Francia di espandersi rapidamente nel mercato internazionale. Solitamente erano accompagnati da musica, ma poteva succedere che degli attori dietro lo schermo ricreassero i suoni degli oggetti o dialoghi in sincrono, o ancora che fosse lo stesso gestore a descrivere gli avvenimenti. Nel 1908 il nickelodeon era la principale forma di proiezione. Furono gli stessi nickelodeon a permettere a molti uomini d'affari d'intraprendere brillanti carriere: è il caso di fratelli Warner, di Carl Laemmle (fondatore della Universal), di Louis B. Mayer (seconda "M" della MGM), di Adolph Zukor (capo della Paramount), William Fox (fondatore della 20th Century Fox) e di Marcus Loew (la sua Loew era la casa madre della MGM). Essi contribuirono a creare la struttura base dello star system hollywoodiano degli anni '10.
- i film narrativi avevano trasformato il cinema in un intrattenimento regolare e non più in una sola novità
- i produttori non vendevano più i loro film ma li noleggiavano: in tal modo i gestori delle sale non dovevano più ammortizzare i costi dell'acquisto riproiettando continuamente un unico film, ma potevano permettersi una maggiore varietà (da 3 a 7 film alla settimana)
- le proiezioni potevano durare tutta la giornata
- il costo contenuto del biglietto
- l'ubicazione presso le zone industriali che permetteva alla classe operaia di spostarsi agevolmente per raggiungerli
sabato 15 agosto 2009
Il boom dei Nickelodeon statunitense (p.81)
Tra il 1905 ed il 1907, negli Stati Uniti, si diffuse rapidamente una nuova forma di proiezione: il NICKELODEON. Si trattava solitamente di magazzini con 200 o meno posti a sedere ed il cui prezzo di entrata corrispondeva per l'appunto ad un nickel. I motivi di tale diffusione furono molteplici:
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venerdì 14 agosto 2009
L'espansione internazionale del cinema: Danimarca ed altri paesi (p.79)
Per quanto riguarda la Danimarca fondamentale fu il ruolo del produttore OLE OLSEN, che nel 1906 fondo la casa di produzione Nordisk e raggiunse il successo nel 1907 con Løvejagten, che fu però censurato nel suo stesso paese a causa dell'uccisione di due leoni durante le riprese. Tuttavia la pubblicità derivante ne garantì il successo all'estero. Nel 1908 terminò la costruzione di uno dei suoi 4 teatri di posa in vetro. Si specializzò in diversi in generi (poliziesco, dramma e melodaramma sensazionalistico). In particolare possedeva un set permanente che ricreava un circo: diversi furono infatti i drammi che avevano come sfondo quest'ambiente (vedasi De fire Djaevle, 1911. Dødsspring til hest fra cirkuskuplen, 1912). I rivali della Nordisk tuttavia ammiravano questi film per la capacità di condensare in due o tre rulli storie dalla forte carica emotiva.
Oltre ad Olsen, da segnalare è solo una piccola casa produttrice che nel 1910 realizzò Afgrunden. Esso lanciò Asta Nielsen, una delle prime star internazionali assieme a Max Linder. La nascita di altre case fu ostacolata da Olsen stesso. Il cinema danese fu fiorente sino allo scoppio della 1° guerra mondiale.
Per quanto riguarda altri paesi, nascevano società in Germania, Giappone e continuavano ad avere un ruolo di rilievo alcune inglesi (come quella di Cecil Hepworth), tuttavia il mercato internazionale era dominato da Italia, Francia ed USA.
Oltre ad Olsen, da segnalare è solo una piccola casa produttrice che nel 1910 realizzò Afgrunden. Esso lanciò Asta Nielsen, una delle prime star internazionali assieme a Max Linder. La nascita di altre case fu ostacolata da Olsen stesso. Il cinema danese fu fiorente sino allo scoppio della 1° guerra mondiale.
Per quanto riguarda altri paesi, nascevano società in Germania, Giappone e continuavano ad avere un ruolo di rilievo alcune inglesi (come quella di Cecil Hepworth), tuttavia il mercato internazionale era dominato da Italia, Francia ed USA.
L'espansione internazionale del cinema: Italia (p.78)
L'Italia entrò in lieve ritardo nel panorama cinematografico internazionale, ma a partire dal 1905 il suo mercato si sviluppò rapidamente. Tre le principali case di produzione: CINES di Roma (fondata nel 1906), AMBROSIO (1905) e ITALA di Torino (1906). Mancando di personale specializzato, spesso esse assumevano operatori francesi (è il caso di Gaston Velle, tra i registi più importanti della Pathè, assunto come direttore artistico dalla Cines) con il risultato che molti film italiani erano imitazioni o remake di film francesi. Furono costruite molte sale permanenti e fu uno tra i primi Paesi a riconoscere nel cinema una "forma d'arte": ne è esempio Gli ultimi giorni di Pompei della Ambrosio girato nel 1908, primo tra i tanti adattamenti del romanzo di Bulwer-Lytton. Il successo fu tale che il cinema italiano fu identificato nello spettacolo storico. Come numero di film importati era seconda solo alla Francia; i produttori italiani furono i primi a realizzare costantemente film da più di un rullo (quindi più lunghi di 15 minuti). Nel 1910 Giovanni Pastrone girò La caduta di Troìa, il cui trionfo incoraggiò i produttori a realizzare film in costume sempre più lunghi e sfarzosi.
Ma questo non era l'unico genere: a partire dal 1909 nacquero anche le serie comiche italiane: Cretinetti (interpretato dallo stesso Andrè Deed prima conosciuto come Boireau) della Itala, Robinet della Ambrosio e Polidor della Cines. Centinaia furono le pellicole di questo genere, che declinò gradualmente nel corso degli anni Dieci.
Ma questo non era l'unico genere: a partire dal 1909 nacquero anche le serie comiche italiane: Cretinetti (interpretato dallo stesso Andrè Deed prima conosciuto come Boireau) della Itala, Robinet della Ambrosio e Polidor della Cines. Centinaia furono le pellicole di questo genere, che declinò gradualmente nel corso degli anni Dieci.
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L'espansione internazionale del cinema: Francia (p.75)
Dal 1905 in poi i film divennero mediamente più lunghi, cominciarono ad essere composti da più inquadrature e a raccontare storie più complesse. I registi sperimentarono nuove tecniche per comunicare le informazioni narrative. Forse in nessun altro periodo si è assistito ad un tale cambiamento nelle caratteristiche formali e stilistiche del mezzo.
L'industria cinematografica francese dominava il mercato internazionale: due le principali società (Pathè Frères e Gaumont), mentre nuove case di produzione stavano emergendo. La Pathè Frères fu una delle prime a sviluppare una CONCENTRAZIONE VERTICALE: in pratica controllava produzione, distribuzione ed esercizio di film, e ciò rappresentò un notevole punto di forza. Nel 1905 contava sei registi, sempre supervisionati da Ferdinand Zecca, che realizzivano 1 film a settimana di ogni genere: documentari, di finzione, drammi, di trucchi, varietà. Nel 1903-1904 realizzò un elaborato sistema di colorazione delle pellicole, denominato au pochoir, o più semplicemente STENCIL. Ogni singola copia veniva colorata dalle operaie, anche se solitamente era un procedimento riservato ai soli film di trucchi o che presentavano fiori e donne ben vestite; fu un sistema in uso fino ai primi anni del sonoro.
I film di maggior successo della Pathè erano le serie che avevano come protagonisti comici famosi: Boireau con Andrè Deed, Rigadin con la star del varietà Prince e soprattutto la serie di MAX LINDER. I suoi film rispecchiavano il tentativo crescente da parte della società di acquistare rispettabilità presso la classe media: situazione classica era infatti che Linder si sentisse a disagio all'interno della società (come, ad esempio, calzando un paio di scarpe strette ad una cena elegante). Esercitò un notevole influsso sulla cinematografia successiva, lo stesso Chaplin lo definiva suo "professore".
La Pathè attuò anche una CONCENTRAZIONE ORIZZONTALE: in pratica si espanse in un determinato settore della cinematografia. Nella fattispecie, essa aprì nuovi teatri di posa in Italia, USA e Russia. Tra il 1909 e il 1911 la sua filiale di Mosca produceva la metà dei film russi.
Anche la sua principale concorrente, la Gaumont, si espanse rapidamente. Aprì un nuovo studio nel 1905 e assunse altri registi ai quali Alice Guy-Blachè insegnò il mestiere. Tra questi vi era Louis Feuillade, che divenne il supervisore dei film quando Guy-Blachè se ne andò nel 1908, e che fu uno degli artisti più importanti del cinema muto.
Tra le società più piccole emerse in questo periodo è doveroso ricordare la FILM D'ART, che realizzava pellicole destinate alle classi elitarie, come il nome lascia intendere. Tra le sue prime produzione, L'assassin du duc de Guise del 1908 che costituì insieme ad altre opere un modello per un cinema con ambizioni artistiche. Nonostante il successo la Film d'art fu venduta nel 1911.
Il mercato cinematografico francese era dunque fiorente.
L'industria cinematografica francese dominava il mercato internazionale: due le principali società (Pathè Frères e Gaumont), mentre nuove case di produzione stavano emergendo. La Pathè Frères fu una delle prime a sviluppare una CONCENTRAZIONE VERTICALE: in pratica controllava produzione, distribuzione ed esercizio di film, e ciò rappresentò un notevole punto di forza. Nel 1905 contava sei registi, sempre supervisionati da Ferdinand Zecca, che realizzivano 1 film a settimana di ogni genere: documentari, di finzione, drammi, di trucchi, varietà. Nel 1903-1904 realizzò un elaborato sistema di colorazione delle pellicole, denominato au pochoir, o più semplicemente STENCIL. Ogni singola copia veniva colorata dalle operaie, anche se solitamente era un procedimento riservato ai soli film di trucchi o che presentavano fiori e donne ben vestite; fu un sistema in uso fino ai primi anni del sonoro.
I film di maggior successo della Pathè erano le serie che avevano come protagonisti comici famosi: Boireau con Andrè Deed, Rigadin con la star del varietà Prince e soprattutto la serie di MAX LINDER. I suoi film rispecchiavano il tentativo crescente da parte della società di acquistare rispettabilità presso la classe media: situazione classica era infatti che Linder si sentisse a disagio all'interno della società (come, ad esempio, calzando un paio di scarpe strette ad una cena elegante). Esercitò un notevole influsso sulla cinematografia successiva, lo stesso Chaplin lo definiva suo "professore".
La Pathè attuò anche una CONCENTRAZIONE ORIZZONTALE: in pratica si espanse in un determinato settore della cinematografia. Nella fattispecie, essa aprì nuovi teatri di posa in Italia, USA e Russia. Tra il 1909 e il 1911 la sua filiale di Mosca produceva la metà dei film russi.
Anche la sua principale concorrente, la Gaumont, si espanse rapidamente. Aprì un nuovo studio nel 1905 e assunse altri registi ai quali Alice Guy-Blachè insegnò il mestiere. Tra questi vi era Louis Feuillade, che divenne il supervisore dei film quando Guy-Blachè se ne andò nel 1908, e che fu uno degli artisti più importanti del cinema muto.
Tra le società più piccole emerse in questo periodo è doveroso ricordare la FILM D'ART, che realizzava pellicole destinate alle classi elitarie, come il nome lascia intendere. Tra le sue prime produzione, L'assassin du duc de Guise del 1908 che costituì insieme ad altre opere un modello per un cinema con ambizioni artistiche. Nonostante il successo la Film d'art fu venduta nel 1911.
Il mercato cinematografico francese era dunque fiorente.
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Dal 1902 al 1905: primi cambiamenti (p.71)
Dal 1902 al 1905 Porter fu uno dei tanti registi che contribuirono nell'affermarsi dei FILM DI FINZIONE: essi potevano essere girati negli studi e progettati in anticipo, al contrario di attualità o vedute che necessitavano di lunghi viaggi o facevano affidamento su eventi imprevedibili. Cominciò a determinarsi la divisione tra produzione, distribuzione e gestione delle sale e si allestirono le prime produzioni in altre parti del mondo diverse dall'Inghiltera, dalla Francia e dagli Stati Uniti, principali Paesi produttori: ne sono esempio Salida de misa major del Pilar de Zaragoza (1896) di Eduardo Jimeno, primo film spagnolo, o i primi film indiani di Harischandra Sakharam Bhatwadekar.
Stati Uniti: American Vitagraph, Edison ed Edwin S. Porter (p.69)
Un'altra affermata casa di produzione fu l'AMERICAN VITAGRAPH, fondata da Stuart Blackton e Albert E. Smith nel 1897. Dopo aver raggiunto un accordo con Edison sempre al riguardo della presunta violazione dei diritti d'autore, emerse come una casa di produzione di film innovativi (Blackton realizzò alcuni tra i prim film d'animazione).
Per fronteggiare la concorrenza di AM&B ed AV, Edison fu costretto a girare molte più pellicole, sempre più lunghe in termini di durata. A sostenere Edison nella sua impresa ci fu uno dei più importanti registi del periodo: EDWIN S. PORTER, che cominciò a lavorare per lui alla fine del 1900. A Porter sono state attribuite praticamente tutte le innovazioni del periodo antecedente al 1908: tra queste ricordiamo l'invenzione del montaggio così come lo concepiamo oggi e la realizzazione del primo film narrativo (Life of an American Fireman, 1903). A partire dal 1902 molti dei suoi film erano costituiti da più inquadrature che comportavano notevoli sforzi in fase di montaggio per creare coerenti collegamenti spazio-temporali. Influenzato soprattuto da Méliès e dal suo Le Voyage dans la lune, egli stesso influenzò fortemente il cinema successivo. Nel 1903 girò Uncle Tom's Cabin, costituito da diverse scene consistenti in una sola inquadratura collegate da didascalie (le prime in un film americano) sul modello di un film di G.A. Smith. Sempre nel 1903 Porter girò il suo film più famoso nonchè il più famoso nella storia del cinema prima del 1905, THE GREAT TRAIN ROBBERY, che introduceva il cosiddetto MONTAGGIO ALTERNATO, grazie al quale presentava in successione scene con diversa ambientazione. Nel 1905 realizzo The Kleptomaniac, forte critica sociale. Nel 1906 The Dream of a Rarebit Fiend, nel quale usa la sovraimpressione e fa oscillare la macchina da presa per rendere visivamente le vertigini di ubriaco, mentre effetti speciali nello stile di Méliès mostrano il suo sogno di volare sopra la città. Nel 1909 Porter lasciò Edison per diventare produttore indipendente ma non seppe resistere all'assalto degli altri produttori.
Per fronteggiare la concorrenza di AM&B ed AV, Edison fu costretto a girare molte più pellicole, sempre più lunghe in termini di durata. A sostenere Edison nella sua impresa ci fu uno dei più importanti registi del periodo: EDWIN S. PORTER, che cominciò a lavorare per lui alla fine del 1900. A Porter sono state attribuite praticamente tutte le innovazioni del periodo antecedente al 1908: tra queste ricordiamo l'invenzione del montaggio così come lo concepiamo oggi e la realizzazione del primo film narrativo (Life of an American Fireman, 1903). A partire dal 1902 molti dei suoi film erano costituiti da più inquadrature che comportavano notevoli sforzi in fase di montaggio per creare coerenti collegamenti spazio-temporali. Influenzato soprattuto da Méliès e dal suo Le Voyage dans la lune, egli stesso influenzò fortemente il cinema successivo. Nel 1903 girò Uncle Tom's Cabin, costituito da diverse scene consistenti in una sola inquadratura collegate da didascalie (le prime in un film americano) sul modello di un film di G.A. Smith. Sempre nel 1903 Porter girò il suo film più famoso nonchè il più famoso nella storia del cinema prima del 1905, THE GREAT TRAIN ROBBERY, che introduceva il cosiddetto MONTAGGIO ALTERNATO, grazie al quale presentava in successione scene con diversa ambientazione. Nel 1905 realizzo The Kleptomaniac, forte critica sociale. Nel 1906 The Dream of a Rarebit Fiend, nel quale usa la sovraimpressione e fa oscillare la macchina da presa per rendere visivamente le vertigini di ubriaco, mentre effetti speciali nello stile di Méliès mostrano il suo sogno di volare sopra la città. Nel 1909 Porter lasciò Edison per diventare produttore indipendente ma non seppe resistere all'assalto degli altri produttori.
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Stati Uniti: diffusione del cinema, generi diffusi e conferma dell'AMC (p.67)
Gli Stati Uniti rappresentavano indubbiamente il più grande mercato del mondo del cinema, avendo più sale pro capite di ogni altra nazione. Tuttavia in campo internazionale Francia ed Italia acquistarono terreno dato che le case di produzione statunitensi si concentravano soprattutto sul mercato nazionale. L'assenza di diritti d'autore e l'introduzione in commercio di diversi tipi di proiettori favorirono la diffusione dei film in tutto il Paese, e tra il 1896 ed il 1897 il cinema rappresentò una grande novità: lo stupore di vedere immagini in movimento era il principale richiamo per il pubblico. Novità che però, a partire dal 1898, si era consumata. La curiosità fu risvegliata dalla guerra ispano-americana sulla quale si girarono molti filmati autentici o di finzione.
Oltre a questo genere di pellicole, acquistò importanza un altro tipo di film: le PASSIONI, inquadrature uniche che riprendevano scene della vita di Gesù (vedasi The Passion Play of Obergammau) e che, come molti film più elaborati dell'epoca, potevano essere acquistate singolarmente o meno, per poi essere combinate dagli stessi gestori delle sale. Popolari anche i film sulla boxe, che potevano essere proiettati laddove gli incontri reali erano proibiti. Dal 1898 l'industria cinematografica americana acquistò dunque una certa stabilità.
Nel 1897 l'AMC era la più famosa società cinematografica americana; nel 1899 cambiò il proprio nome in AMERICAN MUTOSCOPE & BIOGRAPH, che rifletteva la doppia attività svolta nel campo dei peepshow e dei film da proiettare. Tra il 1902 ed il 1903 accrebbe notevolmente la sua fortuna vincendo una causa intentata da Edison riguardo una presunta violazione dei diritti d'autore, e passando dal 70mm al 35mm. Nel 1908 assunse DAVID WARK GRIFFITH, uno dei più importanti registi del cinema muto.
Oltre a questo genere di pellicole, acquistò importanza un altro tipo di film: le PASSIONI, inquadrature uniche che riprendevano scene della vita di Gesù (vedasi The Passion Play of Obergammau) e che, come molti film più elaborati dell'epoca, potevano essere acquistate singolarmente o meno, per poi essere combinate dagli stessi gestori delle sale. Popolari anche i film sulla boxe, che potevano essere proiettati laddove gli incontri reali erano proibiti. Dal 1898 l'industria cinematografica americana acquistò dunque una certa stabilità.
Nel 1897 l'AMC era la più famosa società cinematografica americana; nel 1899 cambiò il proprio nome in AMERICAN MUTOSCOPE & BIOGRAPH, che rifletteva la doppia attività svolta nel campo dei peepshow e dei film da proiettare. Tra il 1902 ed il 1903 accrebbe notevolmente la sua fortuna vincendo una causa intentata da Edison riguardo una presunta violazione dei diritti d'autore, e passando dal 70mm al 35mm. Nel 1908 assunse DAVID WARK GRIFFITH, uno dei più importanti registi del cinema muto.
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